Tutto quello che devi sapere sulla sabbia da beach volley: parola all’esperto

sabbia da beach volley

Il beach volley è una variante della notissima pallavolo. Nato come semplice attività ricreativa giocata sulla sabbia di località balneari, il beach volley ha recentemente avuto una notevole evoluzione tant’è che adesso è annoverato fra le discipline olimpiche.

Se prima eravamo abituati a vedere partite di beach volley quasi esclusivamente nei luoghi di mare, adesso sono moltissimi i centri sportivi che hanno approntato appositi spazi per la pratica di questo sport; tornei di beach volley vengono organizzati ormai ovunque e il loro successo è in continua ascesa.

Tra le differenze principali con il volley quella che salta più all’occhio è l’area di gioco, che, nel caso del beach volley, è un campo di sabbia della misura di 16×8 metri. La sabbia deve avere una profondità di almeno 30 cm e il campo deve essere circondato da uno spazio libero la cui larghezza deve essere di almeno 2 m, mentre lo spazio libero in altezza deve essere di almeno 7 m.

Di fondamentale importanza per un gioco ottimale e anche piacevole è la qualità della sabbia utilizzata per il campo. Non tutte le sabbie infatti sono uguali e i giocatori più esigenti sono molto attenti a questo dettaglio.

 

A questo proposito vi proponiamo un’interessante intervista in cui l’esperto di Minerali Industriali, Dott. in geologia Domenico Caprio, ci spiega quello che c’è da sapere sulle sabbie più adatte per un campo da beach volley.

 

 

 

  1. Quali sabbie sono consigliate per realizzare un campo di beach volley?

 

Per la buona riuscita di un impianto sportivo esistono diverse tipologie di sabbie minerali differenti per colorazione e granulometria. La scelta della sabbia ideale può essere differente per impianti outdoor, indoor o misti. Un particolare d’interesse è che le sabbie con colorazioni chiare hanno la capacità di non assorbire i raggi solari, restano quindi “fredde” anche nelle ore più assolate. Inoltre può essere utile tenere presente che più una sabbia è “monogranulare” più darà garanzie di sofficità nel tempo riducendo il fenomeno della costipazione ovvero della compattazione del terreno.

 

  1. Quanta sabbia occorre per fare un campo di beach volley e quali sono le misure ideali?

 

Un campo regolare ha misure di 8 mt per 16 mt con spessore variabile dai 30 ai 40 cm, al quale occorre aggiungere una zona perimetrale di almeno 2 mt per lato. Detto ciò è semplice calcolare i mc di sabbia necessari, e per convertirli in tonnellate (misura con cui abitualmente si eseguono le forniture) è sufficiente moltiplicare i mc per 1,5. Quindi mediamente un campo necessita dalle 90 alle 120 tonnellate di sabbia.

 

  1. Qual è la differenza tra una sabbia minerale e una sabbia di fiume?

Le sabbie minerali nascono per utilizzi industriali da miniere di sabbie silicee o feldspatiche e subiscono rigorosi controlli chimici, fisici e granulometrici. Inoltre nei loro processi di lavorazione  oltre al lavaggio vengono ciclonate per eliminare le parti estremamente fini e renderle così il più “pulite” possibile. Le sabbie da fiume invece provengono da cave di sabbia utilizzate per lo più per utilizzi edilizi e la loro natura mineralogica è solitamente più eterogenea a seconda del deposito fluviale. Da ciò ne consegue una colorazione più scura e minore purezza rispetto alle sabbie minerali.

 

  1. Il drenaggio è importante nella costruzione dell’impianto?

Fondamentale direi, la sabbia è solo l’ultimo strato di un campo da Beach Volley e quindi su di essa si riversano tutte le pecche sottostanti e di contorno. Avere un buon drenaggio garantisce una maggiore durabilità dell’impianto, riduce al minimo il consolidamento delle sabbie soggette alle intemperie e consente un rapido utilizzo della struttura dopo gli eventi atmosferici. Importantissimo è separare la sabbia dallo strato drenante sia per non “contaminarla” con altri materiali sia per evitare che la sabbia si “perda” per gravità rispetto a materiali più grossolani e pesanti.

 

  1. Di che tipo di manutenzione necessita un campo da beach volley?

Più si cura l’impianto sportivo più durerà nel tempo. E’ consigliabile dissodarlo un paio di volte all’anno per garantire una maggiore aerazione della sabbia e ridurre la costipazione; è consigliabile  inoltre coprirlo nei mesi invernali per evitare le contaminazioni da pollini, foglie etc. Con questi semplici accorgimenti si ridurranno al minimo le operazioni di preparazione alla stagione estiva e sarà garantita una maggiore durabilità negli anni.

  1. Ogni quanto si deve integrare o cambiare la sabbia?

Se si utilizzano sabbie minerali (opportunamente manutenute) l’impianto da beach volley sarà eterno e necessiterà al massimo di un reintegro di poche tonnellate di sabbia ogni 2/3 anni. Le sabbie, se sono di qualità, non si cambiano,  salvo la volontà di voler cambiare colorazione o granulometria. A questo proposito è consigliabile non miscelare sabbie differenti senza un’opportuna analisi della natura, granulometria e colorazione delle stesse; se miscelate senza criterio è facile non notare miglioramenti o addirittura peggiorare la situazione.

  1. E’ possibile riscaldare la sabbia del campo da beach volley d’inverno?

Sì, ma occorre prestare molta attenzione alla tipologia di sabbia usata. Infatti scaldare una sabbia la rende molto secca e quindi in ambienti chiusi accentua la sua polverosità residua. La sabbia per sua natura disperde molto velocemente il calore, è quindi meglio se l’irradiazione del calore avviene in modo omogeneo attraverso un massetto che permetterà di far lavorare l’impianto a temperature più basse dando maggiori benefici termici. Il rovescio della medaglia di riscaldare una sabbia è la necessità di umettarla costantemente per evitare che si secchi troppo. Come tutte le cose è importante trovare il giusto equilibrio tra tutti i parametri in gioco (temperatura, umidità, aerazione) per avere un ambiente confortevole e salubre per la pratica di questo bellissimo sport.