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Jessica Riccumeni

Sabbia per campo da golf: come deve essere

bunker

Il campo da golf, che appare così liscio e rilassante allo sguardo, richiede una progettazione ed una preparazione assolutamente rigorose.

I parametri da tener presente per creare un campo da golf di alta qualità sono infatti numerosi. Lo scopo di tale rigore risiede nella necessità di realizzare le tre parti da cui è composto in modo inappuntabile.

Tali parti sono:

  1. Il green, o putting green, è il vestito del campo stesso, ossia la parte esterna che appare ad un primo sguardo e su cui materialmente si svolge gran parte dell’azione perché circonda la zona della buca. Il greeen è un tappeto erboso mantenuto sempre in perfetto stato di rasatura che permette il rotolamento e lo scivolamento della palla. Sul green sono posizionate le buche all’interno delle quali deve essere inserita la palla stessa.
  2. Il fairway è il manto erboso che conduce da un green all’altro, ossia tra le varie zone caratterizzate dalla presenza di buche. Per estensione è la parte predominante del campo. Il fairway inizia con l’inizio del campo e si estende fino alle zone prossimali alle buche. L’erba deve essere curata in modo non meno attento del green.
  3. I bunker sono dislivelli creati su terreno di gioco per rendere più difficile il tiro.

Un aspetto che accomuna tutte e tre queste parti del campo da gioco è rappresentato dalla capacità di drenare l’acqua, sia piovana che da irrigazione, e quindi evitare zone troppo umide o danneggiare la qualità del manto erboso.

Al fine di garantire un buon livello di drenaggio, le sabbie utilizzate devono possedere certificazioni chiare, verificate da enti preposti e rispettate dal produttore.

Dai laboratori di certificazione anglosassone (USGA) della qualità delle sabbie è richiesto un utilizzo di sabbia calibrata granulometricamente, ossia composta da granelli in grado di favorire la capacità drenante della stessa.

Se rispettati, tali valori garantiscono che le sabbie utilizzate si adattino perfettamente al terreno sottostante, composto da ghiaie, torbe e semi. Tale amalgama consentirà di creare terreni di gioco omogenei e di facile mantenimento, così da ottenere i risultati attesi dai giocatori dei golf club.

In questo amalgama sotterraneo la sabbia assume un ruolo fondamentale poiché favorisce la coesistenza degli altri elementi, tra i quali si insinua e di cui pareggia difetti e disparità di livello.

Dovrà essere posta la massima attenzione nella scelta di una sabbia i cui granuli abbiano forma angolare (e quindi meno soggetti a scivolamento) e componenti silicei, proprio per facilitare il drenaggio.

Nei bunker inoltre, la sabbia sostituisce il manto erboso e perciò è importante che essa sia gradevole anche alla vista dei giocatori. La colorazione della sabbia stessa diviene in questo caso di prima importanza e richiede attenzione nella scelta. Sarà cura dei progettisti scegliere sabbie la cui tonalità ben si intoni con l’ambiente circostante, ossia il tono del green, quello di eventuali piante vicine, etc.

Le sabbie più scelte nei grandi campi da golf in tutto il mondo sono generalmente chiare (per evitare che divengano troppo scure in caso di pioggia e che appaiano somiglianti a fango) e angolose, come già detto, per favorire il drenaggio del terreno ed evitare ristagni e pozze d’acqua.

Già da questa veloce presentazione appare chiara l’importanza di una solida progettazione e dell’utilizzo di materiali assolutamente appropriati e di qualità per creare campi da golf che garantiscano buoni risultati di gioco per periodi lunghi.

Un investimento iniziale più corposo sarà garanzia di durata e soddisfazione della clientela, generalmente molto esigente.

Per assicurarsi tali risultati è importante rivolgersi ad esperti del settore che, dopo un sopralluogo o comunque un’analisi attenta del terreno di gioco, sappiano individuare la qualità ideale della sabbia da impiegare.

 

Spiagge urbane: l’esperto risponde

ripascimento

La sabbia protagonista del relax cittadino

Da alcuni anni si sta diffondendo la moda delle spiagge urbane. Nelle città bagnate da un fiume ad esempio, una parte di una sponda particolarmente favorevole e ben raggiungibile, viene di fatto allestita come la spiaggia di una località balneare. Non solo ombrelloni, sdraio, chioschi per i gelati e piccoli imbarcadero in cui noleggiare barche, ma addirittura sabbia! Il risultato è di solito stupefacente: è possibile sdraiarsi con la visuale della cupola di Brunelleschi a Firenze, dei mille canali ad Amsterdam, di tutte le meraviglie possibili a Roma.

Queste installazioni consentono di godere il sole e l’acqua anche a chi, per motivi di lavoro, di età o di altro genere, non può muoversi dalla città. Sono vere e proprie oasi urbane, in cui il relax e la tranquillità sono garantiti.

Oltre a quella utilizzata nelle spiagge urbane, la sabbia è sempre più richiesta anche nell’organizzazione di rassegne artistiche, sfilate di moda, feste di piazza, spiagge private magari a bordo piscina. Nell’immaginario comune, d’altra parte, la sabbia è proprio sinonimo di svago, relax, vacanza; da qui è nata l’idea di utilizzarla per dare un tocco di esotismo e spirito vacanziero agli avvenimenti più diversi.
Le sabbie più richieste sono quelle finissime e bianche, che richiamano l’immagine di luoghi incantati che abbiamo sempre sognato di visitare. Qualunque sia il fine di utilizzo, le sabbie minerali rappresentano la soluzione più adatta.

Altro utilizzo delle sabbie è quello destinato alle aree giochi. La sabbia naturale, oltre ad essere naturalmente gradita ai bambini, è adatta perché non assorbe il calore dei raggi solari e non scaldandosi è sempre sostanzialmente fruibile.

Proviamo adesso con l’aiuto del nostro esperto, a rispondere alle domande più frequenti dei nostri clienti sperando che vi siano d’aiuto.

 

1. Come viene consegnata la sabbia?

La sabbia può essere consegnata in qualsiasi tipo di imballo oppure direttamente nei cassoni di camion; ciò la rende comoda e veloce da utilizzare.

2. Le sabbie che consegnate sono lavate?

No, perché sono minerali, chimicamente e granulometricamente controllate, prive di impurità e ciclonate. Hanno inoltre una scheda tecnica e di sicurezza di riferimento.

3. Nel corso del tempo hanno bisogno di manutenzione?

No, non necessitano di alcuna manutenzione.

4. Cosa vuol dire con precisione che restano fredde al sole?

Significa che sono sabbie pure, prive di impurità e mineralogicamente controllate. Sono monocromatiche e per questo motivo risultano molto chiare e riflettono i raggi solari senza assorbirne il calore.

5. Quale durata nel tempo possono avere queste sabbie?

Possono durare in eterno, come la sabbia al mare. Con una corretta manutenzione mantengono la sofficità iniziale e non cambiano colore nel tempo, proprio perché sono sabbie naturali.

6. Cosa si intende per “corretta manutenzione”?

Si intende una semplice e costante pulizia, come per qualsiasi zona frequentata da persone. Significa liberarla periodicamente da mozziconi di sigaretta, detriti e resti di consumazioni che sempre vengono lasciati negli spazi pubblici, e da rami, foglie e residui naturali.

7. Queste attività comportano un grande dispendio di tempo?

No, non ne richiedono più della manutenzione di qualsiasi luogo destinato alla fruizione pubblica. Se svolta in modo regolare, la manutenzione è semplice e veloce.

8. Come fare per scegliere la sabbia più adatta ad un allestimento?

Basta contattarci e farci presenti le caratteristiche esatte dell’allestimento. In un brevissimo lasso di tempo vi forniremo le soluzioni più adatte, tra le quali potrete scegliere liberamente.

Tutto quello che devi sapere sulla sabbia da beach volley: parola all’esperto

Il beach volley è una variante della notissima pallavolo. Nato come semplice attività ricreativa giocata sulla sabbia di località balneari, il beach volley ha recentemente avuto una notevole evoluzione tant’è che adesso è annoverato fra le discipline olimpiche.

Se prima eravamo abituati a vedere partite di beach volley quasi esclusivamente nei luoghi di mare, adesso sono moltissimi i centri sportivi che hanno approntato appositi spazi per la pratica di questo sport; tornei di beach volley vengono organizzati ormai ovunque e il loro successo è in continua ascesa.

Tra le differenze principali con il volley quella che salta più all’occhio è l’area di gioco, che, nel caso del beach volley, è un campo di sabbia della misura di 16×8 metri. La sabbia deve avere una profondità di almeno 30 cm e il campo deve essere circondato da uno spazio libero la cui larghezza deve essere di almeno 2 m, mentre lo spazio libero in altezza deve essere di almeno 7 m.

Di fondamentale importanza per un gioco ottimale e anche piacevole è la qualità della sabbia utilizzata per il campo. Non tutte le sabbie infatti sono uguali e i giocatori più esigenti sono molto attenti a questo dettaglio.

 

A questo proposito vi proponiamo un’interessante intervista per spiegare quello che c’è da sapere sulle sabbie più adatte per un campo da beach volley.

 

 

 

  1. Quali sabbie sono consigliate per realizzare un campo di beach volley?

 

Per la buona riuscita di un impianto sportivo esistono diverse tipologie di sabbie minerali differenti per colorazione e granulometria. La scelta della sabbia ideale può essere differente per impianti outdoor, indoor o misti. Un particolare d’interesse è che le sabbie con colorazioni chiare hanno la capacità di non assorbire i raggi solari, restano quindi “fredde” anche nelle ore più assolate. Inoltre può essere utile tenere presente che più una sabbia è “monogranulare” più darà garanzie di sofficità nel tempo riducendo il fenomeno della costipazione ovvero della compattazione del terreno.

 

  1. Quanta sabbia occorre per fare un campo di beach volley e quali sono le misure ideali?

 

Un campo regolare ha misure di 8 mt per 16 mt con spessore variabile dai 30 ai 40 cm, al quale occorre aggiungere una zona perimetrale di almeno 2 mt per lato. Detto ciò è semplice calcolare i mc di sabbia necessari, e per convertirli in tonnellate (misura con cui abitualmente si eseguono le forniture) è sufficiente moltiplicare i mc per 1,5. Quindi mediamente un campo necessita dalle 90 alle 120 tonnellate di sabbia.

 

  1. Qual è la differenza tra una sabbia minerale e una sabbia di fiume?

Le sabbie minerali nascono per utilizzi industriali da miniere di sabbie silicee o feldspatiche e subiscono rigorosi controlli chimici, fisici e granulometrici. Inoltre nei loro processi di lavorazione  oltre al lavaggio vengono ciclonate per eliminare le parti estremamente fini e renderle così il più “pulite” possibile. Le sabbie da fiume invece provengono da cave di sabbia utilizzate per lo più per utilizzi edilizi e la loro natura mineralogica è solitamente più eterogenea a seconda del deposito fluviale. Da ciò ne consegue una colorazione più scura e minore purezza rispetto alle sabbie minerali.

 

  1. Il drenaggio è importante nella costruzione dell’impianto?

Fondamentale direi, la sabbia è solo l’ultimo strato di un campo da Beach Volley e quindi su di essa si riversano tutte le pecche sottostanti e di contorno. Avere un buon drenaggio garantisce una maggiore durabilità dell’impianto, riduce al minimo il consolidamento delle sabbie soggette alle intemperie e consente un rapido utilizzo della struttura dopo gli eventi atmosferici. Importantissimo è separare la sabbia dallo strato drenante sia per non “contaminarla” con altri materiali sia per evitare che la sabbia si “perda” per gravità rispetto a materiali più grossolani e pesanti.

 

  1. Di che tipo di manutenzione necessita un campo da beach volley?

Più si cura l’impianto sportivo più durerà nel tempo. E’ consigliabile dissodarlo un paio di volte all’anno per garantire una maggiore aerazione della sabbia e ridurre la costipazione; è consigliabile  inoltre coprirlo nei mesi invernali per evitare le contaminazioni da pollini, foglie etc. Con questi semplici accorgimenti si ridurranno al minimo le operazioni di preparazione alla stagione estiva e sarà garantita una maggiore durabilità negli anni.

  1. Ogni quanto si deve integrare o cambiare la sabbia?

Se si utilizzano sabbie minerali (opportunamente manutenute) l’impianto da beach volley sarà eterno e necessiterà al massimo di un reintegro di poche tonnellate di sabbia ogni 2/3 anni. Le sabbie, se sono di qualità, non si cambiano,  salvo la volontà di voler cambiare colorazione o granulometria. A questo proposito è consigliabile non miscelare sabbie differenti senza un’opportuna analisi della natura, granulometria e colorazione delle stesse; se miscelate senza criterio è facile non notare miglioramenti o addirittura peggiorare la situazione.

  1. E’ possibile riscaldare la sabbia del campo da beach volley d’inverno?

Sì, ma occorre prestare molta attenzione alla tipologia di sabbia usata. Infatti scaldare una sabbia la rende molto secca e quindi in ambienti chiusi accentua la sua polverosità residua. La sabbia per sua natura disperde molto velocemente il calore, è quindi meglio se l’irradiazione del calore avviene in modo omogeneo attraverso un massetto che permetterà di far lavorare l’impianto a temperature più basse dando maggiori benefici termici. Il rovescio della medaglia di riscaldare una sabbia è la necessità di umettarla costantemente per evitare che si secchi troppo. Come tutte le cose è importante trovare il giusto equilibrio tra tutti i parametri in gioco (temperatura, umidità, aerazione) per avere un ambiente confortevole e salubre per la pratica di questo bellissimo sport.

 

 

 

Il campo da golf: struttura e materiali

Il campo da golf: struttura e materiali

Ogni buon giocatore di golf è alla costante ricerca del campo perfetto, in modo tale da rendere estremamente gradevole la sessione di gioco. Ogni campo è diverso dall’altro, possono esservi campi che si articolano su paesaggi naturali che vengono allestiti ad hoc oppure campi sintetici. In ogni caso vi sono delle caratteristiche tipiche di tutti i campi da gioco; si tratta, infatti, di aree che prevedono comunemente 18 percorsi, anche se ve ne sono alcuni che ospitano fino a 36 buche, mentre altri (tipicamente da allenamento) contano in genere solo 9 buche. Per garantire percorsi avventurosi in cui mettere alla prova le proprie abilità è essenziale che nella costruzione del campo vengano adoperati dei materiali di qualità; quando si sente parlare di aree da golf particolarmente ambite non è una semplice questione di moda; probabilmente si tratta di zone in cui si è effettuata una scelta oculata dei materiali.

In quest’ottica si colloca senz’altro l’utilizzo di una sabbia di qualità; analizzando attentamente ciascun’area tipica di un campo da golf si possono riscontrare molteplici punti in cui è opportuno adoperare della sabbia, tuttavia non tutte le sabbie sono uguali, perciò per avere la garanzia di un campo da gioco performante e resistente è fondamentale affidarsi a dei professionisti del settore, tra cui spicca l’azienda Minerali Industriali.

Ma quali sono i punti nevralgici di un campo da golf?

La parte da cui inizia la sessione di golf è il Tee, l’area iniziale nella quale il golfista sferra il colpo alla pallina con la sua mazza da golf. In questa zona il manto erboso è particolarmente sensibile, poichè riceve numerosi colpi trattandosi dell’area di tiro. In questa zona la sabbia è sovente utilizzata proprio al fine di riparare eventuali danni così da massimizzare la stabilità in fase di lancio e da minimizzare interventi futuri (spesso anche costosi).
La pallina, dopo essere lanciata viene indirizzata verso un particolare percorso. Ciascun percorso si differenzia dall’altro per ciò che concerne la difficoltà; tuttavia nei campi sintetici si usufruisce della sabbia per ciascun percorso, perché prima di ricoprire con un manto erboso il campo è bene eliminare tutte le asperità del terreno, quali buche o avvallamenti. La ricopertura con sabbia previene anche futuri sollevamenti dell’erba che ostacolerebbero il gioco.
Ciascun percorso può, poi, essere reso più difficoltoso mediante l’aggiunta di ostacoli di varia natura. I golfisti più esigenti amano sfidarsi soprattutto in presenza dei cosiddetti bunker, in cui si ritrova senza ombra di dubbio la migliore espressione dell’utilizzo di sabbia; i bunker sono, infatti, dei veri e propri banchi di sabbia che possono formare o una depressione o un monticello nel terreno. Questo rende più difficile “andare in buca”, perciò fa sì che il gioco si presenti più avvincente.

La scelta della sabbia per la costituzione di queste parti del campo non deve essere casuale, perché ovviamente si deve poter rispondere a precise esigenze di gioco. In prima battuta si deve optare per una granulometria opportuna, affinché vi sia un ottimo drenaggio senza il rischio di intasare le parti sottostanti. Non meno importante è la colorazione della sabbia, che deve potersi integrare perfettamente al resto del campo senza contenere alte tracce di impurezze per ottimizzare drenaggio ed efficienza di gioco. Minerali Industriali garantisce una vasta selezione di sabbie di quarzo in diverse colorazioni che possano soddisfare le esigenze di gioco anche dei golfisti più esperti.

Padel o Paddle Tennis: storia e specificità del campo

Padel tennis campo

La nascita del Padel o Paddle tennis

Se cerchi qualcosa di alternativo agli sport più tradizionali, puoi provare il Padel Tennis, una disciplina sempre più di tendenza anche in Italia.
Questo sport si pratica in un campo delimitato similmente a quello del tennis, ma a differenza di quest’ultimo, si gioca all’interno di una sorta di gabbia, dove la pallina viene rimessa in gioco dalle stesse pareti. Il fondo del campo non è la classica terra battuta, né tantomeno l’erba di Wimbledon; esistono diversi tipi di pavimenti che però devono rispettare i requisiti di durezza, rugosità ed elasticità adeguate al gioco. Il pavimento di cemento, con i suoi relativi giunti di dilatazione e pendenza, deve essere verniciato con un prodotto che lo renda antisdrucciolevole, altrimenti può essere coperto con una pavimentazione per impianti sportivi di tipo sintetico, ad esempio in erba artificiale e sabbia. Nello specifico, la particolare sabbia per Padel Tennis si distribuisce tra le fibre sintetiche in maniera uniforme creando un fondo stabile e ideale per il gioco.

Il Padel Tennis è uno sport più antico di quanto tu possa pensare; parrebbe che le prime partite si svolgessero sopra i velieri inglesi lanciati alla ricerca del Nuovo Mondo, quando i marinai passavano le giornate con vento sfavorevole per giocare con una pallina e i remi all’interno della stiva. Lo spazio limitato fece sì che venisse sfruttato il rimbalzo sulle pareti.
Ufficialmente, il Padel Tennis è nato nell’anno 1898 grazie a un’idea di Frank Beal (cittadino statunitense).
Le successive modifiche avvenute nel corso della storia, hanno fatto sì che il Padel Tennis diventasse di gran moda; il Messico e l’Argentina furono i primi paesi in cui questa disciplina ha destato maggior interesse fra gli sportivi. Attualmente è diventato gettonatissimo anche in Europa.

 

Padel tennis: le nazioni leader

Attualmente nel mondo sono presenti 23 federazioni nazionali di questa disciplina, che in ogni caso è in continua ascesa e sta coinvolgendo sempre più sportivi.

Le nazioni leader del Padel Tennis sono concentrate in America del Sud e presso le aree ispaniche; si tratta proprio del Messico e dell’Argentina, già menzionate, ma anche della Spagna e del Brasile per fare un esempio. Tutto ciò è ampiamente dimostrato dalle classifiche mondiali di questo sport, dove nei primi 10-20 posti troviamo atleti provenienti prevalentemente da questi paesi.

 

Il campo di Padel Tennis

Se sei un praticante di tennis, sarai al corrente che i campi possono essere di 4 superfici differenti e che per ognuna di queste viene svolta un’importante competizione. Un esempio è senza dubbio Wimbledon con i suoi caratteristici campi in erba, così come il Roland Garros di Parigi, che invece si svolge interamente su campi in terra rossa.
Il Padel Tennis utilizza una superficie ancora diversa, generalmente un manto sintetico riempito con una sabbia apposita. Le caratteristiche principali del terreno sono la velocità che viene trasmessa alla palla ad ogni rimbalzo, ma anche la straordinaria compattezza, che restituisce ai talloni dei giocatori una rigidità non troppo elevata e che scongiura fastidiosi risentimenti tendinei.

E’ fondamentale l’impiego di una sabbia molto particolare, della giusta granulometria e prodotta con minerali appositi. Il compito principale della sabbia è riempire in modo uniforme tutti gli spazi dello strato sintetico superficiale, in modo da rendere la pavimentazione totalmente antiscivolo. Si tratta di una condizione fondamentale senza la quale giocare a Padel Tennis può diventare molto insidioso, considerando i rapidissimi cambi di direzione che gli atleti devono eseguire durante i palleggi, peraltro generalmente molto più lunghi rispetto a quelli del tennis.

Nel catalogo di Minerali Industriali troverai anche la sabbia MIT 815 specifica per il fondo del campo di Padel Tennis estratta da giacimenti selezionati della Tunisia. Lo staff di Minerali Industriali è a tua completa disposizione per approfondire l’argomento e fornire ulteriori dettagli e informazioni.

 

Sabbia per equitazione. Focus sul mondo dell’equitazione: breve storia e nazioni leader in questo sport

I fondamentali dell’equitazione: stile, struttura e sabbia

Disciplina sportiva elegante e da sempre legata alla classe nobiliare, l’equitazione implica l’impiego di un cavallo da parte di un cavaliere, che può cavalcarlo secondo diversi stili.

Che si pratichi per agonismo o meno, essa riveste da sempre un ruolo fondamentale, tanto da farne una disciplina olimpica, nonché una passione sportiva per molte nazioni, particolarmente quelle anglosassoni. Può essere praticata in singolo oppure in competizioni a squadre. Esistono strutture coperte per l’equitazione, che generalmente vengono utilizzate per certi tipi di competizioni, così come strutture all’aperto, tra i quali i maneggi.
Ad esempio nel caso dell’ippica, esiste uno stadio apposito, l’ippodromo. Il denominatore comune è la sabbia con cui viene rivestito il terreno. Di seguito vedrai una breve storia delle origini dell’equitazione e della sua transizione all’epoca moderna, scoprendo inoltre perché la sabbia riveste un ruolo cruciale nella pratica di questa disciplina.

Origini dell’equitazione: uno sport nobile

Per quanto l’uomo abbia da sempre utilizzato il cavallo allo scopo di muoversi con maggiore efficacia e velocità, l’equitazione moderna nasce nel periodo medievale, quando il cavallo iniziò ad essere impiegato all’interno di competizioni per puro piacere. Montare a cavallo per diletto e non solo per necessità diventò uno dei passatempi amati dalla classe nobiliare, i cui membri erano tenuti a sapere andare a cavallo in maniera impeccabile se non volevano sfigurare con il resto della corte. Tra i principali sport che si praticavano con l’ausilio dei cavalli, uno dei più popolari era il classico torneo medievale, noto anche con il nome di giostra. Giunto fino a noi grazie all’immaginario collettivo di libri e film, il torneo medievale prevedeva l’impiego di cavalli addestrati e soprattutto di cavalieri abili nel condurre il destriero. Poiché i nobili partecipavano in prima persona al torneo, spesso per contendersi i favori della donna più prestigiosa di corte, divenne fondamentale imparare a cavalcare. Ecco perché durante l’epoca rinascimentale molte corti europee diedero vita alle prime scuole di equitazione, all’interno delle quali i fantini insegnavano ai cortigiani l’arte dell’equitazione. Nei secoli successivi l’equitazione rimase a corte: le accademie dove si insegnava questa disciplina erano luoghi esclusivi, il cui accesso era garantito a cavalieri e nobili. Per potervi entrare, inoltre, era necessario non appartenere ad alcuna classe di arte oppure di borghesia. La prima scuola di equitazione moderna nacque in Francia nel 1715 ad opera di uno scudiero di Luigi XV, che si occupò inoltre di scrivere il primo libro che codificava i metodi utilizzati per insegnare questa disciplina. A partire da quel momento furono molte le scuole di equitazione che nacquero con l’intento di tramandare quest’arte, che con il passare dei secoli diveniva sempre meno elitaria.

L’equitazione moderna: quali nazioni sono al top in questa disciplina

Al giorno d’oggi l’equitazione mantiene un carattere che richiama le sue origini aristocratiche, ma è una disciplina che può essere praticata da tutti coloro che vogliono rimanere a contatto con la natura e mantenersi in forma al contempo. Tra le nazioni che risultano maggiormente competitive nelle gare di equitazione si trova certamente la Gran Bretagna, che regolarmente organizza molti tornei di rilevanza internazionale. Anche l’Italia, che vanta una tradizione forte con competizioni tuttora molto note, come il Palio di Siena, ha un posto d’onore tra i Paesi più forti in equitazione. Altre nazioni che svolgono ruoli importanti per l’equitazione mondiale includono: la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Svizzera e gli Stati Uniti.

Il ruolo fondamentale della sabbia nell’equitazione

L’equitazione prevede da sempre l’utilizzo di una sabbia specifica, che risulta ideale per la pratica di questa disciplina secolare. La nostra competenza permette di ottenere una sabbia in grado di rispettare gli standard elevati richiesti nelle competizioni internazionali. Grazie ad un meticoloso processo di estrazione e lavaggio, la sabbia per equitazione permette di praticare questa disciplina nella migliore delle condizioni possibili, aiutando fantino e destriero a sentirsi sempre sicuri. Lo staff di Minerali Industriali è a tua completa disposizione per approfondire le tipologie di sabbia più adatte per le tue necessità legate al mondo dell’equitazione.

Il fenomeno erosivo delle spiagge in Italia.

Come avviene il fenomeno erosivo e quali tratti di spiaggia sono maggiormente colpiti in Italia.

Sabbia: un bene sempre più prezioso che rischia di sparire
Il fenomeno dell’erosione costiera dei litorali italiani non sembra volersi minimamente arrestare. Infatti quasi la metà delle spiagge italiane risulta, da analisi scientifiche condotte puntualmente, in completo arretramento. L’erosione costiera consiste in sostanza nell’arretramento di quella che può essere descritta come la linea della riva presente in ogni spiaggia. È importante operare una distinzione chiave da questo punto di vista: il fenomeno dell’erosione costiera è in realtà del tutto naturale. Continue Reading

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Ramella Pollone Emanuele
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