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Jessica Riccumeni

Quale sabbia per i campi di paddle tennis

paddle tennis

Negli ultimi anni il paddle (o “padel”) tennis sta riscuotendo un notevole successo in tutto il nostro paese e sono sempre più numerosi i centri sportivi che si dotano di impianti dedicati a questo affascinante sport.

Un’attenzione particolare va al fatto che si tratta di un gioco praticato su campi di erba sintetica in cui viene infiltrata della sabbia. Questo impone la necessità di una valutazione attenta delle tipologie di sabbie da utilizzare.

Vediamo un po’ di addentrarci in questo tema specifico: in questo breve articolo parleremo della varietà delle sabbie, dei colori, di granulometrie e di tipologie di intervento.

Granulometrie e forma delle sabbie

Una delle caratteristiche principali del paddle tennis è la presenza delle pareti che delimitano il campo con la funzione di rimettere in gioco la palla. Questo elemento determina un’alta velocità di gioco e la necessità dei giocatori di avere sempre una pronta risposta al rimbalzo della palla.

L’idea di creare dei campi di erba sintetica mista a sabbia nasce dall’esigenza di avere una superficie compatta e uniforme per poter garantire un buon rimbalzo della palla. Per questo motivo le sabbie usate sono appositamente studiate per questo scopo.

La tipologia di sabbia da utilizzare per un campo di paddle tennis cambia a seconda del tipo di operazione da eseguire.

Ogni granulometria è infatti pensata ad hoc per ogni tipo di intervento: dall’intaso iniziale del campo, a un ripascimento di manutenzione fino alla sostituzione dell’intera quantità di sabbia.

L’altezza del manto sintetico implica un utilizzo di sabbie sferiche essiccate e depolverate ad altissimo tenore di silice e dalle diverse granulometrie calibrate.

Perché devono essere sferiche? La natura sferica delle sabbie da intaso è necessaria per ottenere un alto confort di gioco, perché la conformazione arrotondata del granello di sabbia permette un miglior scivolamento sul manto sintetico e attenua i danni da “scrubbing”, ossia l’effetto di usura che i granelli appuntiti potrebbero causare su tutte le superfici nel tempo.

Manutenzione di un campo da paddle

Se stiamo parlando della costruzione di un impianto di paddle tennis da zero, allora la prima fornitura di sabbia da intaso di solito viene eseguita direttamente dall’impresa che si occupa della realizzazione del campo e viene versata già durante la sua costruzione.

Una volta ultimato l’impianto e man mano che viene utilizzato, si avrà un normale calo della quantità della sabbia. Questo è normale, perché l’utilizzo costante di un campo sportivo con manto sintetico misto a sabbia implica un consumo e una dispersione di una parte anche consistente della sabbia da intaso, che va rabboccata al fine di averne sempre una giusta quantità.

Da qui si deduce quanto sia importante eseguire una manutenzione regolare, ripascendo costantemente il manto sintetico di nuova sabbia per evitare che una mancanza di cura possa compromettere il comfort e l’estetica del campo da gioco.

Piccole quantità per ripascimenti

Quali sono i prodotti più adatti alla manutenzione di un campo da paddle tennis?

È fondamentale non solo conoscere quali materiali specifici sono da preferire per il ripascimento del proprio impianto, ma anche dove poterli reperire facilmente e per tempo.

Generalmente, la stragrande maggioranza dei centri sportivi necessita di piccole quantità regolari di sabbia per eseguire le manutenzioni, per cui un aspetto da tenere in gran considerazione è la praticità e il peso di ogni imballo delle sabbie da intaso.

Una quantità comoda da trasportare e usare è, ad esempio, quella dei sacchi in cellophane da 25 kg di sabbia Minerali Industriali, che possono garantire un utilizzo comodo e anche una buona durabilità degli imballi, sia chiusi che aperti, in caso di un uso non immediato del prodotto.

Colorazione delle sabbie

Ultimo ma non meno importante, il tema della colorazione della sabbia.

È molto importante mantenere nel tempo una colorazione uniforme delle sabbie usate. Di solito per i campi da paddle tennis si prediligono sabbie molto chiare, di colore bianco o giallo chiaro.

Utilizzando sabbie chiare in caso di ripascimenti si può facilmente mantenere la continuità cromatica nel tempo e garantire così quella piacevole sensazione di avere sempre un campo in ordine come se fosse appena realizzato.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci. Noi di Minerali Industriali siamo in grado di soddisfare curiosità ed esigenze per la costruzione di campi di paddle tennis e non solo.

Per il momento non ci resta che prenotare un campo e farci una partita!

Erosione costiera e ripascimento: sabbie naturali come soluzione estetica e qualitativa

Erosione costiera e ripascimento: sabbie naturali come soluzione estetica e qualitativa

Il fenomeno dell’erosione costiera rappresenta un problema crescente, che riguarda attualmente circa metà delle spiagge italiane, tanto da essere costantemente monitorato, attraverso puntuali analisi scientifiche. Per comprendere la grandezza del fenomeno, è sufficiente pensare che l’Italia possiede una superficie lambita dal mare di oltre 7800 km.

Il completo arretramento dei litorali, pur essendo del tutto naturale insieme ai graduali cambiamenti della morfologia del territorio, sta attualmente prendendo il sopravvento con tempi superiori a quelli fisiologici, andando ad intaccare l’equilibrio ambientale, l’economia dei centri abitati circostanti e le attività balneari che si sono sviluppate negli anni grazie al fiorente turismo.

La causa dell’erosione costiera è da ricercarsi prevalentemente in due fattori, da un lato troviamo i cambiamenti climatici che sempre più spesso provocano eventi atmosferici violenti e dall’altro lo sfruttamento irresponsabile dei litorali stessi, vittime di uno sviluppo edilizio intensivo e spregiudicato.

Queste condizioni rendono indispensabile una costante manutenzione delle spiagge italiane.

Oltre a mettere in atto provvedimenti strutturali di protezione dall’erosione, il ripascimento dei litorali con nuova sabbia rappresenta uno dei migliori interventi risolutivi rispetto a questa problematica, mirando a ripristinare le spiagge e dunque a salvaguardare lo stato ottimale dei litorali costieri, per un futuro sano e florido.

Il connubio tra questi due tipi di provvedimento è essenziale, in quanto nessuno dei due, autonomamente, è in grado di risolvere il problema nel suo complesso. Spesso, infatti, ripascere con il solo riversamento di sabbia in battigia non rappresenta un intervento sufficiente, così come la realizzazione di opere di protezione dall’erosione, che prevedano il posizionamento di scogli naturali direttamente in mare. È l’insieme di queste due azioni che può realmente preservare lo stato ottimale dei litorali.

Al fine di garantire risultati caratterizzati da standard elevati, le sabbie e i blocchi necessari per ripascere gli arenili devono necessariamente rispettare dei parametri precisi, determinati dalle Regioni di competenza, attraverso specifiche leggi. I dettami prestabiliti comportano sia per le sabbie, sia per i blocchi di roccia il rispetto di precise dimensioni, ma anche di determinate tipologie minerali e di colorazioni: in ottica di un ottimale ripascimento è indispensabile che i materiali utilizzati siano in continuità con l’ambiente sul quale si opera, nel pieno rispetto della natura originaria della costa. Le sabbie, per essere utilizzate sui litorali, devono attenersi ad indispensabili certificazioni ambientali e chimiche oltre a rispettare le granulometrie tipiche, coerenti con i materiali erosi. Lo stesso vale per i blocchi, i quali devono rispondere a requisiti chimici e fisici davvero restrittivi.

La necessità di fornire imponenti quantità di sabbie in determinati periodi dell’anno, in particolar modo nei mesi che precedono la stagione balneare, contemporaneamente a un ingente numero di blocchi da scogliera comporta un’attenta organizzazione, ma anche una disponibilità continuativa di prodotti di ottima qualità.

L’alto standard dei materiali utilizzati fa sì che l’intervento non solo sia effettivamente efficace ma anche duraturo. Affidarsi a società improvvisate è sicuramente rischioso e da evitare se non si vuole incorrere in problematiche future. È indispensabile, invece, eseguire ricorrenti e periodici interventi di manutenzione, al fine di preservare quanto più possibile le coste ed evitare di dover ricorrere ad interventi più invasivi in condizioni di emergenza.

Minerali Industriali, nello specifico, si occupa di analizzare sul posto la composizione e la quantità di materiali necessari, come il quarzo e il granito, e fornire il litorale della sabbia sufficiente per prevenire ulteriori riduzioni, nel rispetto del contesto e dei materiali originari. Disporre di differenti tipologie di sabbie naturali, a partire da quelle silicee, per arrivare a quelle granitiche e carbonatiche di differente pezzatura e colorazione, permette di poter attingere ad un’offerta varia e completa, al fine di lavorare nel rispetto estetico e qualitativo che le nostre splendide coste meritano e che le norme vigenti richiedono.

 

Sabbia per campo da golf: come deve essere

bunker

Il campo da golf, che appare così liscio e rilassante allo sguardo, richiede una progettazione ed una preparazione assolutamente rigorose.

I parametri da tener presente per creare un campo da golf di alta qualità sono infatti numerosi. Lo scopo di tale rigore risiede nella necessità di realizzare le tre parti da cui è composto in modo inappuntabile.

Tali parti sono:

  1. Il green, o putting green, è il vestito del campo stesso, ossia la parte esterna che appare ad un primo sguardo e su cui materialmente si svolge gran parte dell’azione perché circonda la zona della buca. Il greeen è un tappeto erboso mantenuto sempre in perfetto stato di rasatura che permette il rotolamento e lo scivolamento della palla. Sul green sono posizionate le buche all’interno delle quali deve essere inserita la palla stessa.
  2. Il fairway è il manto erboso che conduce da un green all’altro, ossia tra le varie zone caratterizzate dalla presenza di buche. Per estensione è la parte predominante del campo. Il fairway inizia con l’inizio del campo e si estende fino alle zone prossimali alle buche. L’erba deve essere curata in modo non meno attento del green.
  3. I bunker sono dislivelli creati su terreno di gioco per rendere più difficile il tiro.

Un aspetto che accomuna tutte e tre queste parti del campo da gioco è rappresentato dalla capacità di drenare l’acqua, sia piovana che da irrigazione, e quindi evitare zone troppo umide o danneggiare la qualità del manto erboso.

Al fine di garantire un buon livello di drenaggio, le sabbie utilizzate devono possedere certificazioni chiare, verificate da enti preposti e rispettate dal produttore.

Dai laboratori di certificazione anglosassone (USGA) della qualità delle sabbie è richiesto un utilizzo di sabbia calibrata granulometricamente, ossia composta da granelli in grado di favorire la capacità drenante della stessa.

Se rispettati, tali valori garantiscono che le sabbie utilizzate si adattino perfettamente al terreno sottostante, composto da ghiaie, torbe e semi. Tale amalgama consentirà di creare terreni di gioco omogenei e di facile mantenimento, così da ottenere i risultati attesi dai giocatori dei golf club.

In questo amalgama sotterraneo la sabbia assume un ruolo fondamentale poiché favorisce la coesistenza degli altri elementi, tra i quali si insinua e di cui pareggia difetti e disparità di livello.

Dovrà essere posta la massima attenzione nella scelta di una sabbia i cui granuli abbiano forma angolare (e quindi meno soggetti a scivolamento) e componenti silicei, proprio per facilitare il drenaggio.

Nei bunker inoltre, la sabbia sostituisce il manto erboso e perciò è importante che essa sia gradevole anche alla vista dei giocatori. La colorazione della sabbia stessa diviene in questo caso di prima importanza e richiede attenzione nella scelta. Sarà cura dei progettisti scegliere sabbie la cui tonalità ben si intoni con l’ambiente circostante, ossia il tono del green, quello di eventuali piante vicine, etc.

Le sabbie più scelte nei grandi campi da golf in tutto il mondo sono generalmente chiare (per evitare che divengano troppo scure in caso di pioggia e che appaiano somiglianti a fango) e angolose, come già detto, per favorire il drenaggio del terreno ed evitare ristagni e pozze d’acqua.

Già da questa veloce presentazione appare chiara l’importanza di una solida progettazione e dell’utilizzo di materiali assolutamente appropriati e di qualità per creare campi da golf che garantiscano buoni risultati di gioco per periodi lunghi.

Un investimento iniziale più corposo sarà garanzia di durata e soddisfazione della clientela, generalmente molto esigente.

Per assicurarsi tali risultati è importante rivolgersi ad esperti del settore che, dopo un sopralluogo o comunque un’analisi attenta del terreno di gioco, sappiano individuare la qualità ideale della sabbia da impiegare.

 

Sabbia per equitazione: l’esperto risponde

equitazione sabbia 1

L’equitazione comprende varie discipline a cavallo tecnicamente diverse tra loro. Questa diversità comporta una estrema caratterizzazione dei materiali da utilizzare per costruire i campi da lavoro o competizione. Nello specifico, tipologia e qualità della sabbia utilizzata, hanno un ruolo fondamentale per la buona riuscita e la qualità di un maneggio o di un campo gara.

Le due macro categorie di utilizzo delle sabbie da equitazione sono “Sportiva” e “Americana”. Si tratta di fatto di due attività equestri molto diverse che necessitano di sabbie con caratteristiche altrettanto diverse.

Generalmente nell’utilizzo “Sportivo” sono compresi il salto ostacoli, il dressage e il concorso, discipline largamente diffuse nel nostro territorio che richiedono ognuna una sabbia con caratteristiche peculiari per il campo di allenamento o da gara. Per ottenere un ottimo risultato è fondamentale trovare il corretto mix tra compattezza, elasticità, aspetto estetico e drenaggio della sabbia.

Le discipline “Americane” necessitano di fondi molto compatti e sabbie che consentano lo scivolamento del destriero per eseguire le figure studiate. Le sabbie ideali per queste attività sono solitamente più grossolane rispetto a quelle utilizzate per l’uso Sportivo.

Fondamentali per un ottimo prodotto finale sono quindi la scelta dei materiali, la perizia nella realizzazione del campo e la sua manutenzione nel tempo. La sinergia di questi elementi garantirà risultati eccellenti e duraturi.

Vi proponiamo a seguire una serie di domande e risposte sull’argomento curate dal nostro esperto, il geologo Domenico Caprio, sperando che vi siano d’aiuto. Per qualunque altra domanda o curiosità non esitate a contattarci.

1. Quali sabbie si utilizzano per l’equitazione?

Solitamente sono preferibili le sabbie silicee con pezzature fini o molto fini a seconda della disciplina di impiego, con predilezione per i toni cromatici chiari: bianco, rosa, giallo.

2. La sabbia fa polvere?

Le sabbie minerali utilizzate per questo specifico ambito sportivo sono fini ma controllate granulometricamente; questo significa che la polverosità è ridotta al minimo.

3. Quanto durano le sabbie?

L’utilizzo di sabbie silicee garantisce una durabilità del campo superiore rispetto ad altri tipi di sabbie, sia per la purezza della sabbia che per le caratteristiche chimico-fisiche della stessa.

4. Le sabbie utilizzate per l’equitazione sono sabbie pesanti?

Le sabbie minerali risultano elastiche, compatte e mai pesanti, ideali per garantire un estremo confort alle sollecitazioni verticali e laterali.

5. Quali spessori di sabbia è meglio utilizzare?

Dipende dalla tipologia di sottofondo e dall’intensità di utilizzo. Solitamente gli spessori variano dai 10 ai 16 cm, facendo molta attenzione alla capacità drenante del substrato.

6. Quanto è importante il drenaggio in un campo?

Fondamentale direi, le sabbie rivestono esclusivamente la parte superficiale del campo, quindi anche se hanno buone capacità drenanti, queste si annullano se il fondo non permette il passaggio dell’acqua. Inoltre un corretto drenaggio consente di mantenere le sabbie della consistenza e compattezza desiderate.

7. Subirrigazione, tessuto, tappeti: cosa è meglio?

Tutte le soluzioni sono efficaci se ben studiate e se si utilizzano le sabbie idonee per ogni tipologia di prodotto.

Spiagge urbane: l’esperto risponde

spiaggia urbana

La sabbia protagonista del relax cittadino

Da alcuni anni si sta diffondendo la moda delle spiagge urbane. Nelle città bagnate da un fiume ad esempio, una parte di una sponda particolarmente favorevole e ben raggiungibile, viene di fatto allestita come la spiaggia di una località balneare. Non solo ombrelloni, sdraio, chioschi per i gelati e piccoli imbarcadero in cui noleggiare barche, ma addirittura sabbia! Il risultato è di solito stupefacente: è possibile sdraiarsi con la visuale della cupola di Brunelleschi a Firenze, dei mille canali ad Amsterdam, di tutte le meraviglie possibili a Roma.

Queste installazioni consentono di godere il sole e l’acqua anche a chi, per motivi di lavoro, di età o di altro genere, non può muoversi dalla città. Sono vere e proprie oasi urbane, in cui il relax e la tranquillità sono garantiti.

Oltre a quella utilizzata nelle spiagge urbane, la sabbia è sempre più richiesta anche nell’organizzazione di rassegne artistiche, sfilate di moda, feste di piazza, spiagge private magari a bordo piscina. Nell’immaginario comune, d’altra parte, la sabbia è proprio sinonimo di svago, relax, vacanza; da qui è nata l’idea di utilizzarla per dare un tocco di esotismo e spirito vacanziero agli avvenimenti più diversi.
Le sabbie più richieste sono quelle finissime e bianche, che richiamano l’immagine di luoghi incantati che abbiamo sempre sognato di visitare. Qualunque sia il fine di utilizzo, le sabbie minerali rappresentano la soluzione più adatta.

Altro utilizzo delle sabbie è quello destinato alle aree giochi. La sabbia naturale, oltre ad essere naturalmente gradita ai bambini, è adatta perché non assorbe il calore dei raggi solari e non scaldandosi è sempre sostanzialmente fruibile.

Proviamo adesso con l’aiuto del nostro esperto, il geologo Domenico Caprio, a rispondere alle domande più frequenti dei nostri clienti sperando che vi siano d’aiuto.

 

1. Come viene consegnata la sabbia?

La sabbia può essere consegnata in qualsiasi tipo di imballo oppure direttamente nei cassoni di camion; ciò la rende comoda e veloce da utilizzare.

2. Le sabbie che consegnate sono lavate?

No, perché sono minerali, chimicamente e granulometricamente controllate, prive di impurità e ciclonate. Hanno inoltre una scheda tecnica e di sicurezza di riferimento.

3. Nel corso del tempo hanno bisogno di manutenzione?

No, non necessitano di alcuna manutenzione.

4. Cosa vuol dire con precisione che restano fredde al sole?

Significa che sono sabbie pure, prive di impurità e mineralogicamente controllate. Sono monocromatiche e per questo motivo risultano molto chiare e riflettono i raggi solari senza assorbirne il calore.

5. Quale durata nel tempo possono avere queste sabbie?

Possono durare in eterno, come la sabbia al mare. Con una corretta manutenzione mantengono la sofficità iniziale e non cambiano colore nel tempo, proprio perché sono sabbie naturali.

6. Cosa si intende per “corretta manutenzione”?

Si intende una semplice e costante pulizia, come per qualsiasi zona frequentata da persone. Significa liberarla periodicamente da mozziconi di sigaretta, detriti e resti di consumazioni che sempre vengono lasciati negli spazi pubblici, e da rami, foglie e residui naturali.

7. Queste attività comportano un grande dispendio di tempo?

No, non ne richiedono più della manutenzione di qualsiasi luogo destinato alla fruizione pubblica. Se svolta in modo regolare, la manutenzione è semplice e veloce.

8. Come fare per scegliere la sabbia più adatta ad un allestimento?

Basta contattarci e farci presenti le caratteristiche esatte dell’allestimento. In un brevissimo lasso di tempo vi forniremo le soluzioni più adatte, tra le quali potrete scegliere liberamente.

Tutto quello che devi sapere sulla sabbia da beach volley: parola all’esperto

sabbia da beach volley

Il beach volley è una variante della notissima pallavolo. Nato come semplice attività ricreativa giocata sulla sabbia di località balneari, il beach volley ha recentemente avuto una notevole evoluzione tant’è che adesso è annoverato fra le discipline olimpiche.

Se prima eravamo abituati a vedere partite di beach volley quasi esclusivamente nei luoghi di mare, adesso sono moltissimi i centri sportivi che hanno approntato appositi spazi per la pratica di questo sport; tornei di beach volley vengono organizzati ormai ovunque e il loro successo è in continua ascesa.

Tra le differenze principali con il volley quella che salta più all’occhio è l’area di gioco, che, nel caso del beach volley, è un campo di sabbia della misura di 16×8 metri. La sabbia deve avere una profondità di almeno 30 cm e il campo deve essere circondato da uno spazio libero la cui larghezza deve essere di almeno 2 m, mentre lo spazio libero in altezza deve essere di almeno 7 m.

Di fondamentale importanza per un gioco ottimale e anche piacevole è la qualità della sabbia utilizzata per il campo. Non tutte le sabbie infatti sono uguali e i giocatori più esigenti sono molto attenti a questo dettaglio.

 

A questo proposito vi proponiamo un’interessante intervista in cui l’esperto di Minerali Industriali, Dott. in geologia Domenico Caprio, ci spiega quello che c’è da sapere sulle sabbie più adatte per un campo da beach volley.

 

 

 

  1. Quali sabbie sono consigliate per realizzare un campo di beach volley?

 

Per la buona riuscita di un impianto sportivo esistono diverse tipologie di sabbie minerali differenti per colorazione e granulometria. La scelta della sabbia ideale può essere differente per impianti outdoor, indoor o misti. Un particolare d’interesse è che le sabbie con colorazioni chiare hanno la capacità di non assorbire i raggi solari, restano quindi “fredde” anche nelle ore più assolate. Inoltre può essere utile tenere presente che più una sabbia è “monogranulare” più darà garanzie di sofficità nel tempo riducendo il fenomeno della costipazione ovvero della compattazione del terreno.

 

  1. Quanta sabbia occorre per fare un campo di beach volley e quali sono le misure ideali?

 

Un campo regolare ha misure di 8 mt per 16 mt con spessore variabile dai 30 ai 40 cm, al quale occorre aggiungere una zona perimetrale di almeno 2 mt per lato. Detto ciò è semplice calcolare i mc di sabbia necessari, e per convertirli in tonnellate (misura con cui abitualmente si eseguono le forniture) è sufficiente moltiplicare i mc per 1,5. Quindi mediamente un campo necessita dalle 90 alle 120 tonnellate di sabbia.

 

  1. Qual è la differenza tra una sabbia minerale e una sabbia di fiume?

Le sabbie minerali nascono per utilizzi industriali da miniere di sabbie silicee o feldspatiche e subiscono rigorosi controlli chimici, fisici e granulometrici. Inoltre nei loro processi di lavorazione  oltre al lavaggio vengono ciclonate per eliminare le parti estremamente fini e renderle così il più “pulite” possibile. Le sabbie da fiume invece provengono da cave di sabbia utilizzate per lo più per utilizzi edilizi e la loro natura mineralogica è solitamente più eterogenea a seconda del deposito fluviale. Da ciò ne consegue una colorazione più scura e minore purezza rispetto alle sabbie minerali.

 

  1. Il drenaggio è importante nella costruzione dell’impianto?

Fondamentale direi, la sabbia è solo l’ultimo strato di un campo da Beach Volley e quindi su di essa si riversano tutte le pecche sottostanti e di contorno. Avere un buon drenaggio garantisce una maggiore durabilità dell’impianto, riduce al minimo il consolidamento delle sabbie soggette alle intemperie e consente un rapido utilizzo della struttura dopo gli eventi atmosferici. Importantissimo è separare la sabbia dallo strato drenante sia per non “contaminarla” con altri materiali sia per evitare che la sabbia si “perda” per gravità rispetto a materiali più grossolani e pesanti.

 

  1. Di che tipo di manutenzione necessita un campo da beach volley?

Più si cura l’impianto sportivo più durerà nel tempo. E’ consigliabile dissodarlo un paio di volte all’anno per garantire una maggiore aerazione della sabbia e ridurre la costipazione; è consigliabile  inoltre coprirlo nei mesi invernali per evitare le contaminazioni da pollini, foglie etc. Con questi semplici accorgimenti si ridurranno al minimo le operazioni di preparazione alla stagione estiva e sarà garantita una maggiore durabilità negli anni.

  1. Ogni quanto si deve integrare o cambiare la sabbia?

Se si utilizzano sabbie minerali (opportunamente manutenute) l’impianto da beach volley sarà eterno e necessiterà al massimo di un reintegro di poche tonnellate di sabbia ogni 2/3 anni. Le sabbie, se sono di qualità, non si cambiano,  salvo la volontà di voler cambiare colorazione o granulometria. A questo proposito è consigliabile non miscelare sabbie differenti senza un’opportuna analisi della natura, granulometria e colorazione delle stesse; se miscelate senza criterio è facile non notare miglioramenti o addirittura peggiorare la situazione.

  1. E’ possibile riscaldare la sabbia del campo da beach volley d’inverno?

Sì, ma occorre prestare molta attenzione alla tipologia di sabbia usata. Infatti scaldare una sabbia la rende molto secca e quindi in ambienti chiusi accentua la sua polverosità residua. La sabbia per sua natura disperde molto velocemente il calore, è quindi meglio se l’irradiazione del calore avviene in modo omogeneo attraverso un massetto che permetterà di far lavorare l’impianto a temperature più basse dando maggiori benefici termici. Il rovescio della medaglia di riscaldare una sabbia è la necessità di umettarla costantemente per evitare che si secchi troppo. Come tutte le cose è importante trovare il giusto equilibrio tra tutti i parametri in gioco (temperatura, umidità, aerazione) per avere un ambiente confortevole e salubre per la pratica di questo bellissimo sport.

 

 

 

Il campo da golf: struttura e materiali

Il campo da golf: struttura e materiali

Ogni buon giocatore di golf è alla costante ricerca del campo perfetto, in modo tale da rendere estremamente gradevole la sessione di gioco. Ogni campo è diverso dall’altro, possono esservi campi che si articolano su paesaggi naturali che vengono allestiti ad hoc oppure campi sintetici. In ogni caso vi sono delle caratteristiche tipiche di tutti i campi da gioco; si tratta, infatti, di aree che prevedono comunemente 18 percorsi, anche se ve ne sono alcuni che ospitano fino a 36 buche, mentre altri (tipicamente da allenamento) contano in genere solo 9 buche. Per garantire percorsi avventurosi in cui mettere alla prova le proprie abilità è essenziale che nella costruzione del campo vengano adoperati dei materiali di qualità; quando si sente parlare di aree da golf particolarmente ambite non è una semplice questione di moda; probabilmente si tratta di zone in cui si è effettuata una scelta oculata dei materiali.

In quest’ottica si colloca senz’altro l’utilizzo di una sabbia di qualità; analizzando attentamente ciascun’area tipica di un campo da golf si possono riscontrare molteplici punti in cui è opportuno adoperare della sabbia, tuttavia non tutte le sabbie sono uguali, perciò per avere la garanzia di un campo da gioco performante e resistente è fondamentale affidarsi a dei professionisti del settore, tra cui spicca l’azienda Minerali Industriali.

Ma quali sono i punti nevralgici di un campo da golf?

La parte da cui inizia la sessione di golf è il Tee, l’area iniziale nella quale il golfista sferra il colpo alla pallina con la sua mazza da golf. In questa zona il manto erboso è particolarmente sensibile, poichè riceve numerosi colpi trattandosi dell’area di tiro. In questa zona la sabbia è sovente utilizzata proprio al fine di riparare eventuali danni così da massimizzare la stabilità in fase di lancio e da minimizzare interventi futuri (spesso anche costosi).
La pallina, dopo essere lanciata viene indirizzata verso un particolare percorso. Ciascun percorso si differenzia dall’altro per ciò che concerne la difficoltà; tuttavia nei campi sintetici si usufruisce della sabbia per ciascun percorso, perché prima di ricoprire con un manto erboso il campo è bene eliminare tutte le asperità del terreno, quali buche o avvallamenti. La ricopertura con sabbia previene anche futuri sollevamenti dell’erba che ostacolerebbero il gioco.
Ciascun percorso può, poi, essere reso più difficoltoso mediante l’aggiunta di ostacoli di varia natura. I golfisti più esigenti amano sfidarsi soprattutto in presenza dei cosiddetti bunker, in cui si ritrova senza ombra di dubbio la migliore espressione dell’utilizzo di sabbia; i bunker sono, infatti, dei veri e propri banchi di sabbia che possono formare o una depressione o un monticello nel terreno. Questo rende più difficile “andare in buca”, perciò fa sì che il gioco si presenti più avvincente.

La scelta della sabbia per la costituzione di queste parti del campo non deve essere casuale, perché ovviamente si deve poter rispondere a precise esigenze di gioco. In prima battuta si deve optare per una granulometria opportuna, affinché vi sia un ottimo drenaggio senza il rischio di intasare le parti sottostanti. Non meno importante è la colorazione della sabbia, che deve potersi integrare perfettamente al resto del campo senza contenere alte tracce di impurezze per ottimizzare drenaggio ed efficienza di gioco. Minerali Industriali garantisce una vasta selezione di sabbie di quarzo in diverse colorazioni che possano soddisfare le esigenze di gioco anche dei golfisti più esperti.

Padel o Paddle Tennis: storia e specificità del campo

Padel tennis campo

La nascita del Padel o Paddle tennis

Se cerchi qualcosa di alternativo agli sport più tradizionali, puoi provare il Padel Tennis, una disciplina sempre più di tendenza anche in Italia.
Questo sport si pratica in un campo delimitato similmente a quello del tennis, ma a differenza di quest’ultimo, si gioca all’interno di una sorta di gabbia, dove la pallina viene rimessa in gioco dalle stesse pareti. Il fondo del campo non è la classica terra battuta, né tantomeno l’erba di Wimbledon; esistono diversi tipi di pavimenti che però devono rispettare i requisiti di durezza, rugosità ed elasticità adeguate al gioco. Il pavimento di cemento, con i suoi relativi giunti di dilatazione e pendenza, deve essere verniciato con un prodotto che lo renda antisdrucciolevole, altrimenti può essere coperto con una pavimentazione per impianti sportivi di tipo sintetico, ad esempio in erba artificiale e sabbia. Nello specifico, la particolare sabbia per Padel Tennis si distribuisce tra le fibre sintetiche in maniera uniforme creando un fondo stabile e ideale per il gioco.

Il Padel Tennis è uno sport più antico di quanto tu possa pensare; parrebbe che le prime partite si svolgessero sopra i velieri inglesi lanciati alla ricerca del Nuovo Mondo, quando i marinai passavano le giornate con vento sfavorevole per giocare con una pallina e i remi all’interno della stiva. Lo spazio limitato fece sì che venisse sfruttato il rimbalzo sulle pareti.
Ufficialmente, il Padel Tennis è nato nell’anno 1898 grazie a un’idea di Frank Beal (cittadino statunitense).
Le successive modifiche avvenute nel corso della storia, hanno fatto sì che il Padel Tennis diventasse di gran moda; il Messico e l’Argentina furono i primi paesi in cui questa disciplina ha destato maggior interesse fra gli sportivi. Attualmente è diventato gettonatissimo anche in Europa.

 

Padel tennis: le nazioni leader

Attualmente nel mondo sono presenti 23 federazioni nazionali di questa disciplina, che in ogni caso è in continua ascesa e sta coinvolgendo sempre più sportivi.

Le nazioni leader del Padel Tennis sono concentrate in America del Sud e presso le aree ispaniche; si tratta proprio del Messico e dell’Argentina, già menzionate, ma anche della Spagna e del Brasile per fare un esempio. Tutto ciò è ampiamente dimostrato dalle classifiche mondiali di questo sport, dove nei primi 10-20 posti troviamo atleti provenienti prevalentemente da questi paesi.

 

Il campo di Padel Tennis

Se sei un praticante di tennis, sarai al corrente che i campi possono essere di 4 superfici differenti e che per ognuna di queste viene svolta un’importante competizione. Un esempio è senza dubbio Wimbledon con i suoi caratteristici campi in erba, così come il Roland Garros di Parigi, che invece si svolge interamente su campi in terra rossa.
Il Padel Tennis utilizza una superficie ancora diversa, generalmente un manto sintetico riempito con una sabbia apposita. Le caratteristiche principali del terreno sono la velocità che viene trasmessa alla palla ad ogni rimbalzo, ma anche la straordinaria compattezza, che restituisce ai talloni dei giocatori una rigidità non troppo elevata e che scongiura fastidiosi risentimenti tendinei.

E’ fondamentale l’impiego di una sabbia molto particolare, della giusta granulometria e prodotta con minerali appositi. Il compito principale della sabbia è riempire in modo uniforme tutti gli spazi dello strato sintetico superficiale, in modo da rendere la pavimentazione totalmente antiscivolo. Si tratta di una condizione fondamentale senza la quale giocare a Padel Tennis può diventare molto insidioso, considerando i rapidissimi cambi di direzione che gli atleti devono eseguire durante i palleggi, peraltro generalmente molto più lunghi rispetto a quelli del tennis.

Nel catalogo di Minerali Industriali troverai anche la sabbia MIT 815 specifica per il fondo del campo di Padel Tennis estratta da giacimenti selezionati della Tunisia. Lo staff di Minerali Industriali è a tua completa disposizione per approfondire l’argomento e fornire ulteriori dettagli e informazioni.